KYOKUSHIN KAI

Il Kyokushin: Perché Impararlo.
M. Paolo Di Cintio

1 Marzo 2017

Una magnifica arte marziale, il Kyokushin. La forma più concreta del karate tradizionale e sportivo da cui prende le linee guida e le riadatta per una maggiore efficacia ed un maggior realismo.

Il Kyokushin Karate è il massimo rappresentante di quella categoria di stili di karate conosciuta come “Full Contact Karate” o “Fighting Karate” (in giapponese “Jissen Karate”), ovvero Karate a contatto pieno. Si tratta di una forma di karate molto diffusa in Giappone e in grande espansione anche al di fuori di esso e che, in Italia, oggi comincia prendere piede. Il Kyokushin Karate parte dagli stessi presupposti tecnici del karate tradizionale e se ne differenzia per la sua ricerca di un maggior realismo.

E’ per questo motivo che il Kyokushin Karate e, in genere, il Full Contact Karate sta guadagnando sempre più gradimento tra il pubblico. E’ un vero e proprio metodo di combattimento in cui le posizioni sono più alte, gli spostamenti dinamici e la guardia ricorda molto quella del kick boxing, se non quella della boxe tailandese. Il contatto  è pieno, senza protezioni, dove i combattenti hanno la possibilità di colpire tutto il corpo, fatta eccezione del viso, che non può essere colpito con i pugni, ma che può essere, comunque raggiunto dai calci.

 

LA MIA ESPERIENZA

Pratico karate da ormai 25 anni. Sono passato dallo stile wado-ryu allo shotokan-ryu, per i quali nutro un profondo rispetto e che mi hanno dato molte soddisfazioni sia a livello personale che sportivo. Mi sono sempre avvicinato alle arti marziali con lo spirito del ricercatore senza dare mai niente per scontato; ho cercato di apprendere il più possibile da ogni maestro che ho incontrato lungo il mio cammino, ma ho sempre sentito che mancava qualcosa—che, tutto sommato, le mie tecniche fossero vuote, quasi inutili.

Con il passare del tempo, avvertivo il bisogno di riscoprire la realtà del karate: la filosofia, la marzialità, lo spirito; avevo voglia di vedere a cosa servissero davvero quelle tecniche. Sentivo il bisogno di combattere davvero, di lasciare le regole, per un po’, chiuse in un cassetto, di sentirmi vivo! Ero stufo di allenarmi con lo scopo del risultato sportivo, della medaglia, del cambio di cintura. Ero stufo dell’atletismo che ormai domina il karate moderno dove vince chi alza di più la gamba, chi ha la tecnica più pulita, dove vince il più giovane e non chi effettivamente sa combattere.

La mia ricerca è partita su internet—ho letto e studiato tanto riguardo molte arti marziali, ma la mia attenzione è ricaduta su due discipline in particolare: il kyokushin karate e il jiu jitsu brasiliano.

I miei allievi, durante il saluto.
Cos’è il Kyokushin Kai?

Ho conosciuto il kyokushin kai durante una fantastica esperienza all’estero, nel 2006. Vicino il mio appartamento c’era una palestra piuttosto carina…entro. Sulla bacheca vedo scritto, tra i vari corsi ed orari, che da lì a poco sarebbe cominciata una lezione di kyokushin karate, non mi sembra vero! Entusiasta, la volta dopo mi presento per partecipare alla loro lezione.

E’ stato quando non avevo più fiato nei polmoni, quando non avevo più aria da cacciar fuori, quando mi si è annebbiata la vista, quando le gambe e le braccia stavano per cedere, che ho capito di stare praticando per la prima volta nella mia vita Arti Marziali—e devo dirvi che di allenamenti tosti ne avevo fatti in precedenza, ma lì c’era qualcosa di diverso, di speciale. Quello fu il momento in cui realizzai che avrei dedicato la mia vita all’insegnamento di quest’arte.

Forse questa, però, è un’altra storia.

Vi abbraccio.

-Paolo.